Teresa Neumann: il mistero nascosto nell’ostia

16.05.2024

di Vera Mocella

In un tempo dominato dall'ansia e dalla fretta, storie come quella di Teresa Neumann possono apparire lontane, distanti da noi, ma poi, sorprendentemente, rivelano la loro modernità, offrendo risposte alle domande, a volte taciute, dell'uomo di oggi. Ci immergiamo in un mistero profondo: quello di alcuni santi che, nella loro vita, scelsero di cibarsi solo di Eucarestia, intuendo, così, una verità profonda, Gesù è realmente vero cibo e vera bevanda. Uomini e donne che hanno realizzato, incarnandole nella loro esistenza, le parole di Gesù: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, avrà la vita eterna» (Gv. 6,53 -58). 

La mistica con cui iniziamo questo straordinario viaggio, è Teresa Neumann. Come leggiamo in un testo a lei dedicato: «Nel 1939, subito dopo l'inizio della Seconda guerra mondiale, a tutti i tedeschi fu distribuita una tessera annonaria, e il razionamento del cibo durò addirittura fino al 1948! In quei nove anni, un solo cittadino, anzi una cittadina, non ebbe il diritto a quella tessera: Teresa Neumann. Le era stata ritirata con la precisa motivazione: che non ne aveva bisogno, visto che non mangiava e non beveva nulla. Le fu concessa, invece, una doppia razione di detersivi per lavare la biancheria, che ogni venerdì inondava di sangue». Teresa Neumann si nutrì, infatti, soltanto di Eucarestia per 36 anni; visse cioè cibandosi esclusivamente di Cristo, presente nel sacramento dell'altare col suo Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Inoltre «ogni settimana, dalla notte del giovedì fino al mattino della domenica, riviveva, nella sua carne, tutto il mistero della passione - morte -risurrezione di Gesù». 

Dunque una mistica che si trova a vivere in una epoca storica particolare, dilaniata e lacerata dal secondo conflitto mondiale. Ecco una pennellata biografica che ci consente di mettere a fuoco la sua personalità: «Teresa nasce in Baviera, nel 1898, in una famiglia di umili origini: il papà è sarto, la madre lavora, invece, a giornata nei campi. Prima di undici figli, riceve la cresima a dieci anni, e la Comunione l'anno successivo. A causa di un incidente che le capita quando ha appena vent'anni, rimane gravemente ferita, poi quasi cieca, ma ottiene ben presto una guarigione scientificamente inspiegabile, che ella attribuisce all'intercessione di Santa Teresa di Lisieux, grazie alla quale riacquista la salute fisica. A partire dal venerdì 5 marzo del 1926, fino alla sua morte, avvenuta il 18 settembre 1962, Teresa è destinataria di diverse visioni e le viene offerto il dono di compartecipare alle sofferenze di Cristo». 

Ci troviamo, evidentemente, al cospetto di una vita che si discosta dai soliti cliché e dagli stereotipi piccolo – borghesi. Teresa, dopo la sua guarigione miracolosa, ospita in sé, nel suo stesso corpo e nella sua vita, il mistero di Gesù crocifisso. Diventa una testimone, dunque una "martire", nell'accezione profonda del termine, di questo mistero. Diviene lei stessa, così, un miracolo vivente. «Ogniqualvolta hanno modo di visitarla, i medici si sono interrogati piuttosto su "come sia stato possibile alla donna vivere digiunando per quarant'anni, di cui trentacinque trascorsi senza ingerire nulla né di solido né di liquido, e conservare, nello stesso tempo, sia un aspetto sano e fresco, sia un peso sostanzialmente costante, salvo variazioni poco significative» . Un vero e proprio miracolo, se si considera che la mistica tedesca, «dal Natale del 1926, urinava al massimo ogni otto giorni, e defecava ogni tre o quattro settimane». L'esistenza di Teresa Newmann sfida le leggi biologiche, gettando una luce significativa sull'eucarestia stessa. La sua missione sembra essere quella di mostrare al mondo, al mondo intero, che le parole pronunciate da Gesù sul suo corpo e sul suo sangue, sono vere, profumano di vita e di eternità. Anche Teresa è una stimmatizzata, ha ricevuto, al pari di San Francesco, San Pio, Santa Gemma Galgani ed altri, il dono delle stimmate, delle ferite del Signore Gesù. (Parte prima, continua).

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