“Io dico NO alla Mafia” e spero in un ‘palco’ che dica ai giovani molisani non siete soli!
di Paolo Scarabeo
Mentre lotta per la sua sopravvivenza, mentre come funghi spuntano comitati civici che vorrebbero smaterializzarlo – come quello che richiede l'annessione della Provincia di Isernia all'Abruzzo per "promuoverla" da provincia povera a periferia povera di un'altra regione – il Molise è travolto dallo scandalo "mazzette" che vede indagato il Governatore Roberti con sua moglie e dai gravissimi fatti evidenziati dalla Magistratura inquirente, circa la presenza nel Basso Molise di associazioni di stampo mafioso.
Una presenza in realtà che per decenni si è finto di non vedere e che ha invece visto collusi molti protagonisti di primo piano della vita politica e imprenditoriale del Molise. Il Giornalista e scrittore Paolo De Chiara, ad esempio, già nel 2013 nel suo libro-inchiesta "Il veleno del Molise" aveva reso noti documenti e dinamiche che con grande chiarezza dimostravano ciò che oggi si dice di aver scoperto. Bastava leggerlo!
I legali del Governatore Roberti negano qualsiasi tipo di collusione con la criminalità, anche se ciò che continua a emergere dalle intercettazioni lo travolge ogni giorno di più in uno scandalo per il quale le opposizioni iniziano a chiederne – giustamente – le dimissioni: un lavoro per la moglie, incarichi per se stesso e altri 'favori'. Gli investigatori le chiamano "Mazzette smaterializzate". Come noto, l'indagine si concentra su un traffico di rifiuti tra Molise e altre regioni ed evidenzia come imprenditori vicini alla criminalità facevano "ricorso sistematico alla corruzione per creare una corsia preferenziale idonea ad accelerare l'emissione di provvedimenti". Negli atti anche le presunte pressioni di Roberti sul gestore di una discarica per aumentare il conferimento dei rifiuti ad una delle società coinvolte: "Devo provare con il sindaco - diceva l'attuale governatore intercettato -. Gli devo dire: che dobbiamo fare? Dobbiamo cominciare a mandare i controlli?".
Insomma un quadro ignobile di cui il Molise non ha davvero bisogno, perché non se lo può permettere (non che qualcuno possa!) e perché ha invece bisogno di una classe dirigente che sia "nuova", competente, appassionata. Una classe dirigente e una società civile – sperando che quest'ultima prima o poi si desti dal sonno profondo in cui è prostrata, quasi rassegnata – che sappiano dare risposte, trovare strade, dare prospettive a una Regione che fatica a farcela ma che ha tutto per farcela. Sono tante le urgenze: un debito altissimo, una sanità dissanguata, imprese al collasso, spopolamento, scuole, un turismo che vada oltre le vetrine in cui di tanto in tanto ci accomodiamo per dire che siamo bravi, i servizi… e non possiamo prenderci il lusso di essere "ostaggio" di dinamiche fraudolente o criminali. I giovani e le famiglie molisane hanno il diritto di avere una possibilità e di averla a casa loro, senza doversene andare!
Non saremo presenti fisicamente perché il lavoro ci ha portati via dal Molise ma abbiamo aderito con entusiasmo e – diciamolo pure – con speranza alla manifestazione che domani 21 marzo, "giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime della mafia", si terrà a Termoli e che in queste settimane, da quando l'ideatore Simone Coscia l'ha lanciata sotto il grido "Io dico NO alla Mafia", ha registrato tantissime adesioni dalla società civile, al volontariato, alla politica.
Una manifestazione senza bandiere di partito, senza promotori che abbiano bisogno di rivendicare una qualche visibilità. Un'iniziativa spontanea che nasce da una esigenza collettiva. Una manifestazione pubblica, perché aperta a tutti, per tutti, di tutti e che ha l'unico scopo di dire NO alla Mafia!
Abbiamo aderito perché auspichiamo possa essere un risveglio della società civile, un impegno concreto di associazioni, cittadini e politica nella direzione della legalità. Una manifestazione che speriamo non resti voce isolata o tappa nel deserto ma che crei fermento, risvegli coscienze, che abbia un seguito concreto, visibile, che sia il rilancio di una consapevolezza nuova per una Regione che ha il diritto di provare a farcela senza la zavorra di interessi personali e soprattutto senza le mani sporche di chi, senza scrupoli, vive nell'illegalità.
Saranno tanti quelli che si alterneranno sul palco: ci saranno politici, imprenditori, giornalisti, cittadini, associazioni, preti… ci sarà il Molise! E speriamo davvero che dire NO alla Mafia e alla corruzione significhi poi farlo davvero!
Speriamo in un "palco" che dica ai giovani molisani: "Non siete soli! Insieme ce la possiamo fare!" e che poi, per davvero, li prenda per mano!
