I killer d’amore, quando uccidono, hanno paura di farlo troppo forte.

02.04.2025

Salvo Di Noto

L'ha fatto Filippo Turetta, guardando negli occhi per l'ultima volta la Sua ex. L'ha fatto Stefano Argentino, inseguendo per l'ultima volta il Suo amore non corrisposto. L'ha fatto Marc Samson trasformando il rifiuto della Sua ex in condanna.

Già solo in quei "suo" c'è tutta la possessione che li ha mossi. Perché erano tre persone diverse, ma il gesto è stato lo stesso.

Filippo ha ucciso Giulia Cecchettin a coltellate e poi ha nascosto il corpo in sacchi di plastica.

Stefano ha ucciso Sara Campanella a coltellate ed è fuggito.

Marc ha ucciso Ilaria Sula a coltellate e ha occultato il corpo in una valigia.

E ora sono tutti e tre lì, seduti tra una stanza e il carcere, un luogo che, da solitari che erano, non gli farà alcuna impressione.

Sanno dei nostri addii sui femminicidi, forse tra una notte insonne e l'altra ridono di noi e di quelle che, fino all'ultimo, erano le "loro" ragazze.

Intanto siamo tutti in attesa del nome della prossima vittima, per fare a gara a chi scrive il pensiero migliore, per raccogliere attenzioni, like, per poi spegnere il telefono e dimenticarci di quanto le ragazze, che siano studentesse o meno, abbiano il terrore di incontrare la persona sbagliata.

©Produzione riservata

Segui la nostra informazione anche su Facebook, Instagram o unendoti al nostro gruppo WhatsApp e visita il nostro canale Youtube