Ascensione del Signore. Gesù è vivo nella piena umanità di ciascun uomo

20.05.2023

di Egidio Cappello

Mentre i discepoli guardano in alto, pensando ad un rientro necessario in luoghi lontani e inaccessibili, con conseguente abbandono di amici e seguaci, Gesù cerca di convincere i suoi della sua permanenza in terra. Specifica che Egli sarà presente nella vita di ognuno, come Spirito Paraclito, difensore e consolatore dell'umana azione e dell'umano pensiero. Gesù è affranto dall'idea di non essere capito: sa quanto era più facile per tutti pensare che Dio vivesse tra le nuvole, lontano dalle disfatte umana, e quanto era più difficile invece pensare che Dio avesse la sua dimora nella mente e nel cuore di ciascuno. 

Il possesso di un Dio che vive nella propria interiorità significa vivere continue esperienze di disagio e di sofferenza per la necessaria lotta tra le istanze della materia e quelle dello spirito. E Gesù tende proprio a questo: seminare nella terra incolta o poco accogliente dell'animo umano, i germi della umanità autentica, e aspettare, come fa il contadino, i frutti copiosi del proprio lavoro. È questa la finalità dell'Ascensione di Gesù, prendere possesso della parte più alta dell'animo umano, i cieli appunto, ove l'uomo è simile a Dio. 

L'Ascensione non porta Gesù fuori dalla vita umana, per relegarlo in luoghi inaccessibili e lontani, ma lo conduce nella profondità della vita spirituale e mentale di ogni uomo e la arricchisce di sé, del proprio modo di agire, di soccorrere, di amare. Il Vangelo di Matteo lascia trasparire l'idea di una ascesa di Gesù nel mondo interiore dell'uomo. Spieghiamo. I cieli biblici sono nella interiorità umana, e qui è la dimora di Gesù. Si tratta della parte più profonda, più alta, più divina della mente umana. La mente possiede due dimensioni, una superficiale ed una profonda, una materiale e l'altra spirituale. 

Nella prima c'è la vita del soggetto, dominata dalla logica della diversità e della particolarità, con le proprie peculiarità, le proprie idee particolari, il proprio linguaggio singolare, i propri bisogni, le proprie idealità. È il regno del temporaneo, del quotidiano, è il regno delle limitazioni e delle carenze, delle diversità e delle opposizioni, è il regno degli egoismi e delle inumane avventure. 

Nella seconda si impone la logica di Dio, quella della unitarietà e della universalità: il soggetto è come integrato in composizioni oggettive illimitate, libero da ogni limitazione e in grado di accogliere, divenendone parte, una armonica totalità ove tutto è bene, è giusto, è composto, è bello. È il regno dell'infinito, il regno dell'eterno, il regno dell'autentica umanità, è il regno delle composizioni, dell'uguaglianza, è il regno dello Spirito Paraclito. Qui, in questa dimensione, nascono i principi della buona politica, nascono i modi per dialogare e progettare il futuro, nascono i codici della comunicazione umana, nascono i propositi di pace e di giustizia, nascono le norme etiche che spingono a guardare il creato e le creature con gli occhi di Dio. Qui nasce il linguaggio della verità, che è semplice, lieve, leggero, comprensibile, accogliente e creativo. In tale dimensione dimora Gesù, con il suo progetto di salvezza universale, il suo linguaggio, il suo sguardo. 

Gesù prende quindi dimora nei cieli, nei suoi cieli, senza allontanarsi dalla dimensione più profonda della mente umana, ove ha scelto di dimorare. "Perché guardate in alto", dice Gesù a chi cercava la sua persona tra le nuvole. "Gesù è vivo", e non può esserlo che nella piena umanità di ciascun uomo. Ecco il senso della festività dell'Ascensione di Gesù: non si plaude all'allontanamento o alla fuga dalla realtà umana, incomprensibili se solo consideriamo il rapporto d'amore che Gesù ha intessuto con ogni uomo, si plaude alla nuova figura di uomo che deriva dalla intimità che scaturisce dall'unione fisica tra l'uomo e Dio. È la gloria dell'uomo ad essere festeggiata, la ricchezza dell'uomo, la intelligenza dell'uomo che scopre d'avere in se stesso, e quindi di essere, la fonte per operare secondo la sapienza di Dio. 

L'Ascensione di Gesù nei cieli della mente umana fornisce ad ogni uomo la consapevolezza della capacità e delle risorse della propria mente, e dà la certezza di poter pensare in piena libertà, di poter parlare con i significati giusti, di poter creare relazioni di fraternità, di poter azzerare tutte le cause che inducono a separazioni e segmentazioni. È la festa dell'uomo ricco, dell'uomo ricco di Dio, ricco di spiritualità e di piena umanità. È la festa dell'uomo autentico, dell'uomo santo, dell'uomo che torna a calpestare i prati dell'Eden.           

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